venerdì 7 ottobre 2016

Anteprima: Ti amo, stupido!



Titolo: Ti amo, stupido!
Autore: Cristina Migliaccio
Editore: Butterfly Edizioni
Collana: Digital Emotions
Pagine: 182
Prezzo: 2,99 €
Data di uscita: 11 ottobre 2016
Disponibile inizialmente in ebook su Amazon e su kindle unlimited


Sinossi: Rebecca Parker sa di essere una calamita per i guai, soprattutto quando abbassa la guardia e si fida di un uomo.
Licenziata dal lavoro dei suoi sogni per aver avuto una relazione col capo, è costretta a ritornare a Lower, a casa di sua madre. Nella sua città d'infanzia rivede quell'antipatico di Scott Evans, diventato un chirurgo affermato. I due non si sopportano da sempre e non fanno altro che battibeccare per ogni più piccola cosa, come fossero cane e gatto. Sotto quella patina schiva, cocciuta e impertinente che Becky gli mostra, Scott, però, non può fare a meno di constatare la chimica che scorre tra di loro.
Ma è davvero un errore innamorarsi di quello stupido che non fa altro che prenderla in giro? Forse sì.
Anche se è l'errore più bello che lei si sia mai concessa...

Anteprima: Without you



Titolo: Without you
Autore: Antonella Maggio
Editore: Butterfly Edizioni
Collana: Digital Emotions
Pagine: 65
Prezzo: 1,99 €
Data di uscita: 5 ottobre 2016
Disponibile in ebook su Amazon
Without you è lo spin off di Regalami un sorriso, presto disponibile anche in lingua inglese


Sinossi: Nick Lloyd è un giovane e bellissimo attore di teatro, legato alla sua famiglia e innamorato perso della sua ragazza. Anche Heaven Jones recita in una compagnia teatrale inglese e ha tutti i presupposti per diventare un’attrice di successo; non le manca nulla, è bella, ambiziosa e disposta a tutto pur di realizzare i suoi sogni.
La vita è strana e il futuro è imprevedibile.
Non solo i sogni diventano realtà, a volte persino gli incubi e le paure…

DARK ZONE: Le giornate autore #22 GIORGIA STAIANO



Giorgia Staiano “Il Male degli Avi. Oltre i confini” Astro edizioni.




SinossiL’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti.
Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura.
In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa.
Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme alla giovane Kaila del popolo guerriero dei Dashu, affronterà I suoi demoni.
Il Male degli Avi non ha ancora vinto…


Giorgia Staiano, terapista occupazionale, aiuta le persone con grave e gravissima disabilità a riacquistare l’autonomia. Lavora per il Centro per l’Autonomia di Roma.
Per una propria crescita personale e professionale è divenuta counselor professionista, conseguendo il titolo presso l’università di Tor Vergata.
Da sempre appassionata d’arte, si sperimenta nella pittura, nel teatro e nel fantasy, anche attraverso il cosplay. Crescendo a stretto contatto con la religione buddista, approfondisce negli anni diverse culture e religioni, in particolare quella orientale, da un punto di vista sociale, spirituale e religioso.


Estratto n.1

Manà non rispondeva. Mizar decise di entrare nella stanza da letto, anche se sapeva che di solito lei non vi trascorreva mai il tempo durante il giorno. La porta era chiusa. Lui bussò. «Sono io... posso entrare?». Appoggiò l’orecchio alla porta e sentì dei singhiozzi. Senza pensarci, l’aprì di scatto e vide l’anziana che piangeva, piegata su una culla.
Il cuore di Mizar ebbe un sussulto. Mai in tutti quegli anni l’aveva vista piangere. Qualche volta era stata malata o triste, ma non aveva mai pianto. Mizar si irrigidì; vedere quella donna, scossa dai singulti, gli strinse il cuore e, come se ad ogni passo spostasse centinaia di chili, le si avvicinò, si inginocchiò accanto a lei e le mise una mano sulla schiena. 
«Manà, che succede? Dimmi!». Lei alzò lo sguardo, il viso rivelava tutti i segni del tempo e le lacrime accentuavano quelle piccole rughe, che di solito erano nascoste dal sorriso. Aveva un’aria stanca e stravolta. Lo strinse forte, come mai in tanti anni aveva fatto.
«Oh Mizar, siamo perduti», sibilò tra i singhiozzi. «Dove abbiamo sbagliato?».
Lui l’abbracciò ancora più forte. 
«Perduti? Che vuoi dire?». Ma era presto per fare domande, il pianto andava accolto, doveva dimostrare di essere all’altezza degli insegnamenti che aveva ricevuto e aiutare Manà a ritrovare il suo equilibrio. La lasciò sfogare e, dopo poco, il pianto diminuì, i singhiozzi divennero lenti respiri, finché lei non fu pronta a staccarsi dall’abbraccio.
Lo guardò negli occhi, era più tranquilla. Gli accarezzò il viso come solo una madre poteva fare, le mani magre e nodose mostravano i segni del tanto lavoro. Solo allora Mizar si accorse che dentro la culla c’era una neonata. La piccola era sdraiata supina, le mani e le gambette raccolte, respirava tranquilla e non emetteva suoni. Quando la guardò, il cuore e la mente si fermarono. 
Gli occhi della bambina, spalancati e fissi, erano vacui, opachi, grigi come il fumo e senza l’iride. La piccola non si muoveva. 
Manà si alzò di scatto, prese Mizar per mano e lo portò davanti al fuoco acceso nell’altra stanza. Cominciò a prepararsi un infuso, continuando a tirare su col naso. 
«Piangi per lei?». L’osservava mentre era intenta a mescolare fiori secchi, da anni ormai era molto più bassa di lui.
«Sì».
«Ma... non è morta, sta respirando, è forse cieca?». Mizar sentì lo sguardo della donna su di sé. 
«Ti sembra che io possa piangere per una bambina cieca? Cercherei di guarirla, piuttosto!».
«Che cos’ha allora? Perché i suoi occhi sono bianchi?». 
«È quello che non capiamo, Mizar. Da diversi anni, ormai, stanno nascendo bambini così. Sono sani, il loro corpo sta bene, svolgono le normali attività fisiologiche, ma è come se non fossero... vivi!».
«Cosa intendi?». Lo sguardo del ragazzo era rapito da Manà, ma lei continuava a pensare alla bambina nella culla. 
«Vuol dire che mangiano e dormono, il loro fisico cresce per un po’, ma non hanno volizione, è come se...». L’anziana si interruppe, era in cerca di parole che non voleva pronunciare. 
«Come se?», incalzò l’altro. 
«Come se... non avessero l’anima!». 


Estratto n.2

A un tratto l’anziano iniziò a parlare, la voce profonda e lo sguardo freddo erano rivolti all’intera platea. «Questo mondo non è nostro, ci è stato dato da coloro che ci precedono per condurlo alle generazioni future, come dono, impegno, missione», il silenzio tra gli spettatori era palpabile.
«Ci fu un tempo, lontano quasi cinquemila anni, in cui gli uomini si sentivano superiori a tutto. Tra gli Avi aleggiava la convinzione che la Terra fosse di loro proprietà e che potesse essere controllata. Così, per migliaia di anni, annientarono tutto ciò che cresceva su di essa. Dopo millenni di sofferenza, quando il male divenne superiore al bene, la Madre Lios, che fino ad allora si era rivelata attraverso pochi uomini saggi, si mostrò al mondo intero e, l’uomo che tanto si credeva potente e incontrastabile, soccombette sotto la sua ira». 
Barius gesticolava mentre parlava e la sua voce, forte e calda, arrivava al cuore di quei giovani assorti, portando loro la storia degli Avi e del male che essi avevano procurato.
«Ai più poveri, gli umili, gli esclusi, Lios si rivelò. Essi lessero i suoi segnali ed ebbero l’umiltà di crederle. Così, solo una manciata di popoli lavorò in segreto per centinaia di anni, costruendo, generazione dopo generazione, saldi rifugi nelle montagne. Ignari di quanti stessero facendo altrettanto. È così che nacque la nostra Amirit».
Le braccia di Barius indicarono la Città antica, che si erigeva davanti a loro come una costruzione stupefacente. 
«Nel giorno in cui Lios si ribellò, fuori da quelle poche montagne, non vi fu altro che morte».
Alcuni ragazzi avevano gli occhi pieni di lacrime, nel ricordare la violenza perpetrata dagli Avi.
«La Madre parlò ai cuori di tutti coloro che sopravvissero e oggi tramando a voi, nuovi Elit, le sue parole: “Io sono Lios, Io sono voi e voi siete me. Ho scelto di donarvi la possibilità di continuare un cammino che chi vi ha preceduto non ha saputo perseguire. Ricordatevi le mie parole, perché mai più verranno ripetute. Sappiate trovare il modo che più vi conviene per rimanere in contatto con me, con l’energia di cui il tutto è fatto. Perdetemi anche solo una volta, e non ci sarà nessun futuro”». 


Estratto n.3

Mizar trascorreva le giornate con Daarok, allenava il suo corpo a superare le sfide, ma i momenti ai quali si era più affezionato erano quelli in cui, sul fare del tramonto, si ritrovavano a parlare. 
Pensava che Daarok fosse un uomo strano, tanto inquietante quanto profondo e, soprattutto, simile a lui. Non parlava mai del suo passato, quando tentava di ricordare, era vago e Mizar non insisteva. Notava, però, che si incupiva e l’atteggiamento sempre fiero e imponente per un attimo traballava, lasciandolo con un alone di fragilità. Ma durava solo qualche istante e poi recuperava tutto il suo orgoglio.
In un pomeriggio inoltrato, mentre erano seduti vicini, Daarok ruppe il silenzio dei loro pensieri. «Credo che sia giunto il momento che tu impari a maneggiare un’arma».
Mizar si rabbuiò. «Ma esse non sono gli strumenti che hanno condotto gli Avi alla distruzione?».
Il capitano si irrigidì, sentiva che gli insegnamenti del passato erano ancora forti nel cuore del ragazzo, nonostante li rifiutasse. Proseguì con tono risoluto: «Sai, conosco anche io il passato del nostro mondo. Il problema non sono tanto le armi, o il loro utilizzo, quanto l’intenzione che nasce dietro le cose. A volte vale la pena fare dei sacrifici».
«Anche se quei sacrifici sono delle vite umane?».
L’altro sogghignò con aria sicura e beffarda. «Mi sembra che il tuo popolo non abbia tenuto conto delle tue sofferenze o della tua vita, davanti al suo scopo».
Mizar lo guardò dritto negli occhi. «In parte è vero, ma non hanno mai attentato alla mia vita». La tristezza lo colpì, ripensando alle tante volte che Manà l’aveva aiutato.
Daarok continuò tranquillo, come se l’aria di sfida del ragazzo non lo avesse turbato. «Ma, converrai con me, che dove non c’è accettazione, non può esserci vita soddisfacente. E, a quanto ho visto, il tuo popolo ti ha sempre sacrificato, isolandoti. Non è dunque la stessa cosa?».
«L’isolamento e il pregiudizio non equivalgono alla morte», c’era rabbia nella voce del ragazzo, ma il maestro non parve notarla.
«Quindi le umiliazioni che ti hanno inflitto negli anni, che ti hanno tramutato in un’ombra dalla quale tutti fuggivano, ti hanno fatto meno male della ferita alla spalla o della brutta cicatrice sulla mano?». 
Mizar rimase pietrificato, non ci aveva mai pensato e, in effetti, i ricordi di quella vita passata a fuggire erano di gran lunga peggiori di quelli legati ai segni sul suo corpo. Rilassò le spalle e non rispose. L’orgoglio gli impediva di ammettere che il suo mentore avesse ragione.

mercoledì 28 settembre 2016

Anteprima: Il senso del cuore



Titolo: Il senso del cuore
Autore: Cristina Lattaro
Editore: BookEco Media (self)
Pagine: 180
Prezzo Cartaceo: euro 9,32
Prezzo ebook: euro 1,98
Genere: Romance/Regency
Uscita: 27 settembre 2016


TRAMA: Quando il capitano Sly Ward torna a Sun Park grazie a una licenza di dieci giorni, sa solo che sarà per lui molto difficile restare lontano da Eva, la moglie di un ufficiale di cui è perdutamente innamorato. Ha però uno scopo, convincere suo fratello Charles, futuro duca di Ward, a sostenerlo quando Eva sarà sua e scoppierà lo scandalo. Nella tenuta di famiglia, Sly incontra Alice, la cugina emigrata nelle Antille quando era una goffa bambina. Alice, da sempre invaghita di Charles, ora ricca ereditiera in visita per un brevissimo periodo, vive in segreto un turbine di sentimenti contrastanti ed è preda di una girandola di emozioni. Desiderio, passione, rabbia, gelosia e sangue alimenteranno una sequenza di colpi di scena che non risparmieranno il razionale Charles e la sua bellissima fidanzata Anne in un crescendo di sensualità che spingerà ciascuno alla ricerca del senso più profondo dell’amore.


L'autriceCristina Lattaro nasce e vive a Rieti. Ingegnere elettronico presso il reparto di Ricerca &Sviluppo di una multinazionale statunitense, titolare di 5 brevetti e di alcuni articoli scientifici. Ha pubblicato diversi titoli con case editrici non a pagamento, tassativamente NOEAP, fino alla fondazione di bookEco Media per la quale sta raccogliendo i diritti di quanto ceduto in passato.

Anteprima: Susan&Susan



TITOLO: Susan&Susan
AUTORE: Ilaria Pasqua
EDITORE: Genesis Publishing
COLLANA: InSci-Fi
GENERE: Distopico, di Formazione
PREZZO: € 3,99
PREZZO Cartaceo: € 12,60
PAGINE: 398
ANNO: 2016, 30 Settembre
ISBN Kindle: 978-88-99603-83-0
ISBN ePub: 978-88-99603-84-7
ISBN Cartaceo: 978-88-99603-85-4

TRAMA: In una società perfettamente organizzata ed efficiente, in cui ogni cittadino ha un suo posto assegnato sin dalla nascita, un’anomalia genetica continua ad affliggere, generazione dopo generazione, le famiglie della Nazione, generando il terrore. L’anomalia, che sembra essersi sviluppata quasi autonomamente per mandare in tilt il sistema, frenetico e invivibile, consiste in una divisione della persona. Alla nascita, infatti, ogni neonato si separa in due esseri umani fisicamente distinti, obbligati a un’esistenza ravvicinata, perché l’uno non può vivere senza l’altro.
Susan e Susan, o meglio Susan e Susy, hanno vissuto per diciotto anni chiuse in casa, ad aspettare con speranza un cambiamento. Ma le due, in questa vita di privazioni, nascoste agli occhi del mondo, hanno sviluppato caratteri diversi e, nonostante siano la stessa persona, sono diventate due esseri umani distinti e in contrasto tra loro. Nessuna delle due sa ancora bene come funziona la società in cui sono nate, né cosa è permesso a chi è colpito da questa anomalia, ma i genitori hanno promesso loro che al compimento dei diciotto anni tutto sarebbe cambiato. Così, in quella notte tanto attesa, succede ciò che non si sarebbero mai aspettate.
Tra soprusi, nuove amicizie e amori, le due saranno messe a dura prova, fino a quando, tra verità e menzogna saranno costrette a scandagliare se stesse in un viaggio doloroso quanto necessario. Riusciranno a sovvertire la granitica impostazione della loro società? O soccomberanno anch’esse alla regola dell’efficienza?




“Un romanzo di formazione con ambientazione distopica. Susan&Susan è una storia che lascia il segno, un marchio indelebile di riflessione. Ancora una volta una società distorta, ancora una volta caste di separazione, ancora una volta il benessere – se così è possibile chiamarlo – anteposto all’individualità. Ma come si fa a combattere un’anomalia genetica? Come si può combattere una natura che si ribella all’ordine imposto di uniformarsi e di essere efficienti? L’Autrice, con il suo stile pulito e diretto, grazie anche all’uso narrativo della prima persona, riesce a dare un messaggio ben preciso: l’evoluzione del singolo essere umano può essere condizionata da una società pragmatica e produttiva? L’individualità di ognuno può essere calpestata a favore di un “utile” comune?Un romanzo autoconclusivo sicuramente adatto agli amanti del genere distopico, a chi ha amato le famigerate saghe di Hunger Games e Divergent, a chi adora le storie intense e di crescita interiore.Nulla è ciò che sembra. Sta a voi lettori scoprire quale sia la realtà.”


ILARIA PASQUA nasce a Roma e si laurea alla magistrale del Dams. Da sempre coltiva la passione per il cinema e la letteratura, ma anche per la scrittura che ha il tempo di approfondire durante gli anni dell’università. Da quando ha ricevuto il primo sì e ha capito che poteva davvero scrivere, non più solo per se stessa, non si è più fermata. Ha messo in piedi un sito internet con un blog in cui si diverte a pubblicare recensioni e cerca di star dietro a tutte le idee che la braccano.



venerdì 23 settembre 2016

DARK ZONE: Le giornate autore #21 DARK ZONE ASSOCIAZIONE CULTURALE



Chi frequenta i social network la conosce già. Così come una moltitudine di autori, lettori e semplici appassionati. Perché la Dark Zone è fin dalla sua nascita un ritrovo caldo e accogliente per tutti coloro che hanno in comune la passione per i libri. Ma da febbraio la “creatura” fortemente voluta da Francesca Pace ha fatto un ulteriore salto di qualità, trasformandosi, da elegante e coinvolgente salottino letterario, in un’Associazione culturale a tutti gli effetti.
Ideata in una calda giornata di luglio, tra una chiacchiera e l’altra, la Dark Zone della Pace, pensata come un luogo di incontro tra autori e lettori per scambiare idee, confrontarsi e crescere insieme, è presto diventata un polo di aggregazione e una fucina di idee sempre nuove e fantasiose. Ha unito sotto il suo marchio autori di diverso genere nella creazione di quattro antologie tematiche che costituiscono “Le favole della buona notte della Dark Zone”, e propone eventi online con l’intenzione di promuovere i “suoi” autori. Oggi, dopo i primi mesi di attività, il gioiello della Pace, che tra le altre cose ne amministra le attività sui social network, è diventato dunque un’Associazione culturale.
Una crescita voluta fortemente dalla sua ideatrice, che avrà così maggiori possibilità di continuare a perseguire i suoi obiettivi, primo tra tutti quello di promuovere autori editi e non sul web, portando i loro nomi sulle bacheche dei lettori. Senza dimenticare i nuovi obiettivi, come quello di portare e rappresentare su tutto il territorio le decine di autori che fanno parte della Dark Zone, attraverso l’organizzazione di presentazioni e la partecipazione a fiere ed eventi dedicati ai libri e alla letteratura. Missione della Dark Zone sarà anche quella di aprire porte altrimenti sbarrate e permettere agli scrittori di farsi conoscere sia tramite il web, sia fisicamente dai lettori.
Ma la Pace non si accontenta di questo e si è prefissata un altro importante traguardo, forse perfino più ambizioso: far pubblicare alcuni autori attraverso la sua nuova Associazione culturale, accompagnandoli e sostenendoli con il suo marchio. Avvalendosi di un team di professionisti tra cui editor, illustratori e social media manager, infatti, la Dark Zone nella sua nuova veste pubblicherà i romanzi di alcuni degli scrittori che fanno parte del gruppo.
Il catalogo, almeno all’inizio, conterà pochi titoli. Questo per una precisa scelta editoriale che punterà anzitutto sulla qualità di quei titoli ritenuti davvero validi sotto ogni punto di vista. L’Associazione, infatti, svolgerà le sue attività a titolo completamente gratuito, rifiutando la richiesta di qualsivoglia contributo da parte dell’autore, nel rispetto delle proprie convinzioni e dell’amore per i libri e la letteratura.
I primi due contratti sono già in partenza. L’esordio ufficiale in tal senso si avrà tra pochissimi mesi, in occasione del Romics, fiera dedicata a fumetti, videogiochi e mondi fantasy di Roma, città natale di Francesca.





Francesca Pace, scrittrice e social media manager, ha pubblicato in self-publishing, con migliaia di ebook scaricati, la saga urban fantasy The Hybrid’s Legacy, in quattro volumi: EmmaGabriel. Ilsigillo della tredicesima runaVincolo di sangueHybrid.
Suoi anche i racconti: Patrick. I guardiani dell’ordine di San MicheleI collezionisti di mondi, Ricomincio da...



Contatti:
Gruppo The Dark Zone
Email: pace.francesca@gmail.com



Anteprima: Niccolò Spirito



Trama: Una maledizione scagliata contro i veneziani durante la crociata del 1202 perseguita i discendenti della famiglia Spirito, che scrivono una favola animata dal nobile intento di riportare a Venezia i valori cristiani.
Attraverso esperienze terrificanti e incontri luciferini, morti improvvise e sospette, omicidi e presenze inquietanti, Niccolò Spirito è vittima delle creature nate dalla fantasia del padre. I personaggi diabolici della sua storia, rimasta incompiuta, si muovono nella realtà evocati dalle debolezze umane, poiché ciascuno di loro incarna uno dei sette vizi capitali. Sorgendo dall’ombra proiettata a terra dal peccatore, infestano i giorni e le notti di Niccolò, che tenta l’impresa mai riuscita prima.


Sara Di Furia ha già pubblicato diversi racconti e romanzi, tra cui I segreti di Kane Town e La regina rossa per La Corte Editore, ottenendo attestati e premi in numerosi concorsi letterari nazionali. È membro dell’associazione EWWA (European Writing Women Association) ed è insegnante nella scuola secondaria di secondo grado.


Sei pronto a scoprire la verità su te stesso?
Voltati.
Osserva la tua ombra e inizia a tremare.

Anteprima: Il duca di ferro





Monica Serra, sognatrice e narratrice di mondi, esordisce nel 2009 con il romanzo fantasy Cuore di drago. Ha pubblicato numerosi racconti di genere, tra cui Sangue alieno, e il romanzo breve Ali del futuro (Eve edizioni, 2015).
Ama leggere, viaggiare e scrivere e vive con la sua popolosa famiglia (marito, figli, due gatti e una suocera) alle porte di Roma.


TRAMA: Una missione top secret, un sanguinoso agguato e una ferita mortale travolgono Henry C. Demison, duca di Sharp, ufficiale dell’esercito britannico. Con un audace esperimento, lo scienziato Boyle gli salva la vita e lo consegna a notti dissolute, incubi, carne e metallo.
Quando Sharp viene chiamato a recuperare i documenti nascosti in territorio francese prima di essere ferito, il destino lo fa imbattere nelle sorelle Finnegan. Un inaspettato scambio di persona sconvolge i piani del tormentato duca, risucchiandolo in un tragico epilogo. O si tratta forse di un nuovo inizio?

Anteprima: E tanti saluti ai canguri!



Riccardo Angelini è nato nel 1984 a Bologna. Il conseguimento di un'effimera laurea in Scienze Filosofiche segna il suo ingresso trionfale nel mondo del precariato. Dal 2005 affitta per poco prezzo la propria penna a riviste accademiche, di musica, cinema e fumetto. Nel 2011 si trasferisce a Sydney, Australia, dove si distingue come eccellente commesso, encomiabile centralinista e notevole dogsitter. Rientrato alla scadenza del visto si sposta a Torino per studiare scrittura e cinema. Nel 2013 intraprende la pubblicazione una saga fantasy eroicomica con il collettivo Nerdheim e nel 2015 contribuisce alla serie per il teatro 6Bianca.


Sinossi: ‘E tanti saluti ai canguri’, più che un diario di viaggio, è il tragicomico grido di aiuto di un ragazzo che prende lo zaino e parte per l’Australia. Dopo qualche tempo la rapsodia quasi-fantozziana del disgraziato che tenta di sopravvivere a Sydney cominciava a segnalare alcune migliaia di letture, commenti da parte di gente che l’autore non aveva mai vista né conosciuta. Un passo dell’incipit viene citato dalla penna di Vittorio Monti in un editoriale del Corriere di Bologna. 
Riccardo lascia la sua casa di Bologna il 15 luglio 2011. E rientra un anno dopo, molto cambiato. Sarà per via di quella volta che ha provato a dar da mangiare un cracker integrale a un dingo nel deserto. Oppure quando stava per finire in braccio a un aracnide tropicale nella sua ragnatela. O forse è stato il lento inesorabile logorio di un lavoro terribilmente banale, l’esperienza sconcertante della normalità in una terra per definizione straordinaria. 


Lasciamo la parola all’autore

Perché un lettore dovrebbe leggere il tuo libro? 
A bruciapelo mi vengono in mente tre (ottime) ragioni. Uno, perché il lettore ha intenzione di andare in Australia e sta cercando un manuale sulle cose da NON fare per uscirne vivo. Due, perché non ha la benché minima intenzione di andare in Australia e preferisce trastullarsi con le disavventure capitate a uno che ci è voluto andare e nonostante tutto ne è uscito vivo. Tre, perché questa è una storia vera, e le storie vere sono sempre sexy. 

Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione? 
Intendi innovativo per la tradizione di sopravvivere a ragni giganti e serpenti velenosi? O per il genere dei ragazzi che partono pensando di trovare la terra promessa salvo scontrarsi di faccia con un tram chiamato “Realtà”? Non so se ‘E tanti saluti ai canguri’ si possa definire un libro innovativo. Forse è un libro retrogrado. Come un giornale di bordo, o una lettera dal fronte. Una lettera piena di entusiasmo e avvilimento e incrollabile speranza e inesorabili fallimenti e lacrime sudore sangue pioggia oscurità orrore bollette da pagare e ti ho già parlato dei ragni giganti? 

Che cosa ti ha spinto a scrivere? 
Quello che ha spinto sempre qualunque scrittore in ogni epoca o luogo: la disperazione, la solitudine, la miseria. Specialmente all’inizio, quando stavo a Sydney e non avevo idea di quello che stavo facendo, e non avevo nessuno con cui parlarne né un soldo in tasca. Quando si dice che l’Australia è dall’altra parte del mondo è perché sta davvero dall’altra parte del mondo: le stagioni vanno al contrario, laggiù è giorno mentre quassù è notte, piove più spesso di quanto non lascino intendere le cartoline e intanto tu sei solo, straniero, stranito; del tipico accento australiano capisci il giusto cioè poco, non hai nessuno con cui fare due chiacchiere, bere una birra, nessuno a cui chiedere un consiglio, una pacca sulla spalla o anche solo un panino con la mortadella quando hai il portafogli vuoto perché hai speso i tuoi ultimi dollari australiani per raccontare la tua storia da un internet point. 
E tuttavia: scrivere ti aiuta a respirare, e non smettere di respirare è la chiave per sopravvivere. 

Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione? 
A ben vedere, la storia nasce dall’antica battaglia fra l’uomo e gli dèi. L’uomo cerca di trovare la propria strada in un mondo ostile, o comunque non particolarmente affabile, mentre gli dèi beffardi disseminano il suo cammino di ostacoli. Io per esempio ho scoperto di avere ereditato dei conti in sospeso con Zeus detto il Pluvio (dico ‘ereditato’ perché non mi pareva di avergli mai mancato di rispetto). Gli ostacoli che il Pluvio ha preparato per me in Australia sono diventati la mia fonte di ispirazione, o meglio di disperazione, e la scrittura il modo in cui cercavo di superarli, o quantomeno di continuare a respirare. Ne ho parlato anche nella risposta di prima, se siete stati attenti. 

Quando scrivi? E come? In modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo? 
In Australia scrivevo spesso sui treni, nel tragitto da casa al posto di lavoro. Oppure in pausa pranzo, al posto di mangiare. Oppure la notte, al posto di dormire. Non è sempre una faccenda sana, questa della scrittura. Però aiuta a stare in forma. Nei primi sei mesi ho perso quasi dieci chili. 

Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi – per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori? 
L’ho detto ai miei amici su Facebook, che spero lo dicano ai loro amici fuori da Facebook, e così via, altrimenti non riuscirò a vendere le 100.000 copie che mi servono per pagare la rata del jet privato che ho comprato la settimana scorsa in un raptus di ottimismo. 

(perché la scelta del self publishing?) se lo sei 
Io ho scelto Astro Edizioni perché puntiamo entrambi al cielo (ho un jet privato in leasing a dimostrarlo). 

Progetti per il futuro? 
Siccome sono uno che non impara dai propri errori, mi piacerebbe tornare in Australia, ma non subito. Prima vorrei vedere se riesco a sopravvivere in un luogo più selvatico, tipo gli Stati Uniti. Oltre al diario australiano sono al lavoro su una trilogia di genere fantastico-umoristico con un collettivo chiamato Nerdheim. È appena uscito il secondo volume, molto bello, ben scritto, ve lo consiglio, compratelo, dai che c’è quel dannato jet da pagare. 

Tre persone da ringraziare 
Ci sono in effetti tre persone, animali o entità che ho trascurato di menzionare nei ringraziamenti del libro, e più precisamente: Donald Trump, per non essere australiano; il Pluvio, con cui spero di aver chiarito; il cane Charlie, che una volta si è mangiato un ragno che voleva mangiare me. Grazie, grazie, grazie.

giovedì 22 settembre 2016

Anteprima: Telefonami tra vent'anni



Pagine: 2016
Narrativa italiana
Autore:  Barbara Vesco
Prezzo ebook: 2.99
Prezzo cartaceo: 12.00
ISBN cartaceo:  978-1537307152
ISBN ebook: 978-88- 99344-60- 3
Uscita: 22 settembre 2016


TRAMA: Agli inizi degli anni ’90, Alice appena quindicenne incontra Andrea, più grande di lei. Scatta un colpo di fulmine reciproco che scuote la vita di entrambi. Quella di Alice, all’interno di una famiglia tradizionale, quella di Andrea, in un contesto maggiormente complicato. Il rispetto e l’amore inducono Andrea a rapportarsi con Alice con estrema dolcezza, ma presto il sentimento totalizzante si inclina a causa di un segreto troppo difficile da condividere con una ragazzina. Così Andrea si rende conto che quello non è il loro tempo. Una narrazione fluida immerge i protagonisti nel vortice della passione rendendoli verosimili nei quadretti che proiettano la loro esistenza in un contesto contemporaneo. La posta in gioco è la possibilità di essere felici e dopo vent’anni, potrebbe persino accadere grazie alla volontà reciproca di superare gli ostacoli e alla certezza di poter finalmente dominare il destino.

Barbara Vesco è nata ad Arona. Con un diploma di attrice conseguito a Milano, dopo anni di studi e progetti, decide di abbandonare la città alla ricerca del benessere e della tranquillità. Torna sul Lago Maggiore, senza la speranza di inseguire ambizioni artistiche. Ma la vita è una sorpresa e scopre una nuova passione: in una piccola radio inizia una lunga gavetta e ancora una volta le meraviglie non finiscono mai. La radio diventa una realtà e soprattutto una quotidianità. Ogni mattina conduce un programma di intrattenimento in cui racconta aneddoti e curiosità. Attualmente vive a Verbania col suo compagno e i loro due bambini.