mercoledì 19 luglio 2017

A bocca chiusa non si vedono i pensieri di BENJAMIN LUDWIG

UNA DELICATA STORIA SULL’ESSERE GENITORI,
SULLA DIVERSITÀ E SULLA RICERCA DI CHI SIAMO VERAMENTE.
UN ROMANZO CHE AFFRONTA CON DELICATEZZA E IRONIA
TEMATICHE IMPORTANTI, QUALI L’AUTISMO,
L’AFFIDO E L’ADOZIONE.




Ginny Moon è per molti versi una tipica quattordicenne: suona il flauto nell’orchestra della scuola, gioca a basket due volte alla settimana e studia le poesie di Robert Frost per la lezione di letteratura americana. C’è solo un piccolo particolare che la distingue dalle altre ragazzine della sua età: Ginny è autistica.
E ciò che per lei è irrinunciabile – come iniziare ogni giornata con nove chicchi d’uva a colazione, per esempio, oppure cantare Michael Jackson, o prendersi cura della sua bambola ed elaborare in gran segreto piani di fuga – a qualcuno potrebbe sembrare un po’... strano.
Per anni, dopo che l’hanno portata via alla madre naturale, tossica e violenta, è passata da una famiglia affidataria all’altra.
Adesso però, finalmente ha trovato la sua Casa Per Sempre, un posto in cui si sente al sicuro, protetta, con genitori che le vogliono bene e si prendono cura di lei. È esattamente il tipo di famiglia che tutti i ragazzini nelle sue condizioni sognano... eppure lei ha altri progetti. Perché in quella vita perfetta manca qualcosa. Qualcosa di così importante che per riaverla è disposta a rubare, a mentire, ad approfittare della disponibilità di tutti quelli che le vogliono bene. Qualcosa per cui arriverebbe persino a farsi rapire.

A bocca chiusa non si vedono i pensieri è un romanzo insolito e commovente, e la voce della sua protagonista, originale e profondamente umana, resterà a lungo nel cuore dei lettori.


BENJAMIN LUDWIG 
Insegnante di Letteratura inglese e di Scrittura creativa, vive con la famiglia nel New Hampshire. Poco dopo il matrimonio lui e la moglie hanno adottato un’adolescente autistica. A bocca chiusa non si vedono i pensieri, il suo primo romanzo, è in parte ispirato alle conversazioni con i genitori che ha incontrato portando la figlia agli allenamenti di basket di Special Olympics.

1 commento:

  1. Il titolo già dice tutto e i temi mi sembrano davvero importanti. Mi attira, spero solo non sia troppo pesante, anche se dalla descrizione non sembrerebbe esserlo!

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